L’IMU è una scadenza tipica da dimenticare perché arriva poche volte l’anno, ma con impatto economico immediato se salta.

Le due date che contano davvero

In condizioni ordinarie, il calendario IMU ruota attorno a due appuntamenti:

  • acconto di giugno;
  • saldo di dicembre.

Il problema vero non è ricordare il nome della tassa, ma ricordare in tempo il momento in cui devi recuperare importo, F24 e dati dell’immobile.

Perché conviene trattarla come scadenza separata

L’IMU non va mescolata con le bollette mensili perché:

  • ha importi spesso più pesanti;
  • richiede più documenti;
  • si controlla con meno frequenza;
  • dipende da comune e situazione immobiliare.

Metodo pratico per non arrivare tardi

  1. Crea una voce per l’acconto e una per il saldo.
  2. Imposta reminder almeno 15 giorni prima.
  3. Allega F24 o nota del professionista.
  4. Conserva la ricevuta finale nello stesso promemoria.

Questo rende più facile confrontare anno su anno e recuperare il materiale se ti serve per controlli o pratiche successive.

Cosa allegare

  • modello F24;
  • importo dell’anno precedente per confronto veloce;
  • ricevuta di pagamento;
  • eventuali note del commercialista o del CAF.

Domande frequenti

L’IMU ha date uguali per tutti?

Le finestre principali sono note, ma importi e casi applicativi dipendono dal comune e dal tipo di immobile.

Posso trattarla come un’unica scadenza annuale?

Meglio no. Separare acconto e saldo riduce il rischio di pagare il primo e dimenticare il secondo.

Dove la collego nel sito?

Per una vista più completa sulle spese di casa, continua con scadenze bollette e casa.


Scadenzario è utile quando una tassa torna poche volte l’anno, ma il costo dell’errore è alto.